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Laboratorio Interculturale di Sviluppo Locale

 

Il Lisl (laboratorio interculturale di sviluppo locale) nasce dall’esigenza di guardare al fenomeno migratorio, e alle persone che delle migrazioni sono protagoniste, da un angolo visuale diverso e spesso poco considerato. Allo stesso tempo però, il laborario considera prioritario il coinvolgimento attivo di chi nel quartiere vive invece da molto tempo. Vuole provare ad avvicinare vecchi e nuovi cittadini partendo dalle mutate condizioni socio-politiche e demografiche in cui ci troviamo a vivere.
Tuttavia, il lisl non vuole essere un mero dispensatore di servizi, non guarda ai migranti come all’anello debole della società, ma muove le attività progettuali da una prospettiva diversa.
In un quartiere densamente abitato da stranieri ci sembrava importante creare uno spazio, anche simbolico, di possibile scambio tra le persone che lo vivono, uno spazio che potesse proporre attività culturali, ma anche accogliere le idee, le istanze, le esperienze degli abitanti.

Vivere in una società plurale significa che tutti devono avere l’opportunità di conoscere e appronfondire aspetti culturali e sociali che spesso non vengono tenuti considerazione dagli altri servizi, dalla stampa, dalle politiche di inclusione sociale.
Tale inclusione infatti non riguarda solamente la sfera economica – ma dovrebbe certamente tenere in considerazione i vissuti, gli interessi, il bagaglio di esperienze, la voglia di conoscere, la necessità del confronto di cui sono portatori i cittadini.
Da queste considerazione nasce la sfida del LISL: un luogo aperto al confronto, un luogo che vuole stimolare lo scambio utilizzando le immense risorse che hanno le persone che vivono il territorio e che necessitano di uno spazio di espressione.
Ma anche un luogo informale che può orientare ai servizi che il territorio offre, un luogo che diventa un piccolo punto di riferimento, fisico e simbolico, per coloro che hanno qualche ragione di pensare che le difficoltà della convivenza possono essere superate anche attraverso il dialogo e la reciproca conoscenza. Un luogo che vorrebbe mostrarci che le differenze e le divergenze sono prima di tutto una nostra costruzione; il muro che ci impedisce di vedere e di comunicare con l’”altro” è un elemento che noi contribuiamo a costruire – e proprio se partiamo da questa consapevolezza riusciamo probabilmente ad avere un confronto sereno e consapevole.